Vista

Il significato simbolico della Miopia

Il miope usa gli occhiali per nascondersi, ma anche per controllare la realtà esterna, di cui spesso ha paura. Che cosa fare per migliorare la miopia e il proprio atteggiamento nei confronti della vita?.

La vista, come abbiamo visto nel precedente articolo, è una metafora di come vediamo la vita: se osserviamo attentamente cosa succede ad un miope possiamo leggere subito il messaggio relativo. Un miope che legge senza occhiali è costretto ad avvicinare il testo. Questo movimento indica la direzione dell’energia, che va da lontano a vicino, dall’esterno verso l’interno. Il miope tende ad avvicinare, a rinchiudersi e lo fa perché si sente insicuro, il mondo in qualche maniera gli fa paura, quindi ha bisogno di trovare un modo per sentirsi più a suo agio e il luogo ideale è dentro di sé.

Per il miope “ciò che penso io è più importante di ciò che pensi tu” e questo rende più difficoltosa la relazione con gli altri. A volte non si sente capito poiché il mondo interpreta la sua chiusura come fosse egoismo, per cui tende a chiudersi ancora di più. Ecco perché il miope, contrariamente a chi manifesta sintomi differenti, tende ad indossare gli occhiali (o lenti a contatto) per lunghissimi periodi di tempo; per molti miopi inforcare gli occhiali è la prima azione mattutina e l’ultima prima di chiudere gli occhi alla sera, come se facessero parte del proprio corpo. Conosco miopi che fanno la doccia con gli occhiali ed altro ancora…

occhialiEssi dichiarano: “Ma senza lenti non vedo nulla!” Questo atteggiamento è mantenuto anche da persone che hanno una blanda miopia, che poi tende a crescere con gli anni: è evidente che questa abitudine nasce e si manifesta a prescindere dal livello di miopia, piuttosto dal livello di disagio sentito. Perché tutto ciò? La personalità del miope è quella di una persona impaurita dal mondo, che ha la necessità di ripararsi, di chiudersi dentro di sè. Il miope è, di conseguenza, un po’ introverso ed anche un po’ permaloso. Gli occhiali rappresentano uno schermo dietro il quale difendersi, una “feritoia” del suo bunker dal quale osservare il mondo per tenerlo sotto controllo, sistema che, apparentemente, offre l’illusione della sicurezza.

Non se ne priva neppure per gioco, perché senza di essi avrà la sensazione di essere nudo, come una tartaruga senza il carapace. Alcuni miopi, quando sono senza occhiali, affermano di udire di meno, altri di avere difficoltà a stare in piedi ma sono solo sensazioni causate dalla paura o dall’insicurezza che li attanaglia. La paura è indirizzata verso il futuro. Il presente è un attimo che è già sparito appena cerco di fermarlo, il futuro è ciò che avverrà, anche se a breve: tra cinque minuti, stasera, domani, il mese o l’anno prossimo. Di conseguenza il miope è un ansioso: la sua attenzione è focalizzata su ciò che non è ancora accaduto, che vede con apprensione, come se si aspettasse un futuro pieno di insidie, un percorso a ostacoli da superare o difficoltà possibili, se improbabili (come constaterà successivamente).

Questa azione viene interpretata dal miope come “essere organizzati significa prevedere tutto”, ma è solo ansioso. Conosco miopi che, alla vigilia di un avvenimento per loro importante, ad esempio un colloquio di lavoro, vanno in avanscoperta il giorno prima, verificand0 tempi e percorsi, per non lasciare nulla al caso. Si comprende come mai la miopia si affacci in giovane età, quando la personalità non è ancora formata, ed avviene in momenti statisticamente precisi: in prima elementare, in prima media, in prima superiore, oppure quando nasce un fratellino o una sorellina, se c’è stato un trasloco, quando ci si sviluppa (per una femmina), un cambio – in peggio – dei professori a scuola, o ancora quando accade qualcosa di importante in famiglia. Tutte questi avvenimenti vengono percepiti e vissuti come destabilizzanti. In quest’ottica, la percezione della relazione con la figura materna gioca un ruolo fondamentale soprattutto in età infantile o adolescenziale: lei ha tradizionalmente il compito di rendere la casa un luogo accogliente e sicuro nel quale vivere.

Quando non è così, l’individuo potrebbe non sentirsi al sicuro, non protetto e in lui nasce l’idea che anche il mondo sia un luogo insicuro, gettando le basi per il sintomo. Ho conosciuto un uomo diventato miope a 38 anni, fatto inusuale. Gli ho chiesto cosa era accaduto nella sua vita in quel momento e la sua risposta fu lapidaria: il fallimento dell’azienda che aveva creato lui. Il miope vive in un filtro d’insicurezza. È questa la sensazione che occorre modificare, per iniziare a sentirsi sicuri di sé, percepire che la vita lo sta sorreggendo: questo dovrà essere il nuovo modo di vedere la vita. Con il miglioramento della sicurezza, la vista seguirà la stessa direzione, perché la coscienza non avrà più nessun disagio interiore da comunicare attraverso il sintomo.

terzo chakraIl meccanismo della miopia progressiva consiste in un loop: la coscienza invia un messaggio, facendo sfuocare il mondo circostante; la persona reagirà utilizzando lenti correttive che faranno vedere e tenere sotto controllo il mondo che la coscienza non voleva evitare. Il risultato sarà sfuocare nuovamente, andando ad aumentare il livello di miopia. Energeticamente è un sintomo legato al terzo Chakra, il Manipura.

Ecco alcuni consigli pratici per vedere meglio (ulteriori informazioni si possono trovare nel sito www.insiemeoltre.it):
a) Utilizzare lenti sotto graduate, addirittura fare a meno degli occhiali, se in presenza di una blanda miopia, il più possibile. Ciò permette ai muscoli oculari di tornare a lavorare perché l’occhio si rimetta a fuoco, a patto di non strizzare gli occhi per voler vedere a tutti i costi. Il processo di recupero della vista é dolce: se non vedo perfettamente debbo accettare di vedere ciò che vedo al momento, non devo tenere il mondo per forza sotto controllo!
b) Sentirsi sempre più sicuri, ponendosi piccoli traguardi giornalieri ed osservando come si riesca a raggiungerli, aumentando autostima e sicurezza.
c) Fare esercizi di rilassamento in generale ed oculare in particolare. È lo stress, infatti, che tiene bloccati i muscoli oculari provocando il meccanismo della sfuocatura.
d) Esercitarsi con il palming, che rilassa i muscoli oculari. Questo esercizio, inventato dal dott. Bates, un oculista vero precursore del recupero della vista, consiste nel mettere le palme delle mani sugli occhi chiusi, immaginando il colore nero.

In conclusione: il percorso del recupero della vista lo si può fare attraverso differenti approcci: il primo è “Guarisci la tua Vista, Guarisci la tua Vita”che segue la linea qui descritta da vivere in un intero week-end. Altri sistemi riguardano il metodo Bates, la Bioenergetica ed esercizi Taoisti. Anche l’alimentazione può avere un ruolo importante per mantenere la vista in buono stato; alcuni medici raccomandano una dieta equilibrata ricca di carotenoidi, licopene, acido folico, vitamina A, C ed E, acidi grassi omega-3 elementi che si trovano nel melone, albicocche, mirtilli, peperoni crudi, tuorlo d’uovo, mandorle, pomodori cotti, pesce ed insalate. La medicina tradizionale cinese pone più l’accento nell’equilibrio tra cibi Yin (pomodori, melanzane, patate, olio, latte vaccino, latte di soia, latte di riso, birra) e quelli Yang (carne, salumi e formaggi) personalizzata sul singolo individuo.

Per saperne di più:
Massimo C. G. Ferrari e Rosi Angela Coerezza “Il benessere per i nostri occhi” – Tecniche nuove ed.
Scritto da due medici, questo libro, dopo aver presentato tutte le patologie oculari, propone possibili soluzioni, ma anche la possibilità di aiutarsi a conservare e migliorare la vista con l’alimentazione e con alcune sostanze naturali, soprattutto fitoterapiche e omeopatiche.

Articolo a cura di Franco Bianchi – Pubblicato da KarmaNews domenica 26 gennaio 2014

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